MUSICA AL NIDO

MUSINDO’
CORSO DI MUSICA PER PICCOLI E PICCOLISSIMI

CON LA MUSIC LEARNING THEORY DEL PROF. E. E. GORDON

tenuto da FILIPPO COZZI in collaborazione con Marta Noè insegnante accreditata Audiation Institute

Insegnare è trasmettere. Educare è acquistare. L’arte per l’uomo, non l’arte per l’arte. Lo
scopo immediato è quello di ottenere che l’educazione musicale contribuisca all’educazione
generale, ossia all’evoluzione armoniosa delle facoltà umane, allo sviluppo nell’uomo di ogni
perfezione, che può permettere la sua natura. L’arte musicale, in particolare, favorisce
l’unione delle facoltà, il loro sviluppo.

 

Apprendere il linguaggio musicale in modo naturale, come la lingua materna. Il corso di si
basa sulla Music Learning Theory del Prof. E. E. Gordon: attraverso il solo uso della voce
e del corpo in movimento, la musica si avvicina ai bambini rispettandone i tempi di
apprendimento.

ELEMENTI BASE DELLA MUSIC LEARNING THEORY
1) La guida informale
Concetto alla base della Music Learning Theory è quello di “guida informale”. L’adulto
competente musicalmente non insegna al bambino, ma lo guida all’apprendimento della
musica. Ad un bambino piccolo non si insegna a parlare, ma si comunica parlando con
lui. In questo modo lo si guida informalmente all’apprendimento del linguaggio e lui
comincerà ad interagire inizialmente con piccoli fonemi fino ad arrivare a parole e frasi
complete, attraverso un procedimento che valorizza le sue risposte – casuali, intenzionali
e imitative – e i suoi tentativi di comunicazione. Lo stesso accade nei corsi: l’insegnante
inizialmente non chiede di fare qualcosa al bambino, ma la fa lui, in prima persona, per il
bambino. Canta per lui, si muove per lui. Incoraggiando le sue risposte musicali lo guida
verso l’imitazione accurata dei suoni che gli propone per poi accompagnarlo
all’assimilazione della sintassi musicale e dunque al canto accurato e all’improvvisazione.
Il concetto riprende quello montessoriano di “educazione indiretta”.

2) Canti melodici e ritmici senza parole

Perché un bambino di un anno, e poi due, e poi tre, impara a parlare, e lo fa senza che
nessuno glielo insegni veramente? Perché il suo vocabolario di parole aumenta e riesce,
col tempo, a costruire sempre più frasi di senso compiuto? Semplicemente perché
ascolta gli adulti parlare intorno a lui o per lui da sempre. E gli adulti parlano tutte le
parole, senza limiti. Cantare ad un bambino solo semplici canzoncine facili, con le parole,
al solo scopo di intrattenerlo, o fargli ascoltare solo le proposte della radio e della
televisione può voler dire limitarne le possibilità di apprendimento musicale.
Un po’ come se, nel linguaggio, parlassimo sempre con un vocabolario
ristretto o con parole semplificate.
Al contrario, quello che si propone ai bambini nei corsi basati sui principi della Music
Learning Theory, sono brevi canti melodici e ritmici che comprendano tutti i modi e tutti i
metri musicali, all’interno di una grande varietà di aspetti di sintassi musicale. Questo
sviluppa l’audiation del bambino e ne garantisce il mantenimento dell’attenzione, anche
grazie alla caratteristica di brevità dei canti proposti. Cantare brani attraverso pochissime
sillabe neutre (pam, ba ecc.) con l’esclusione delle parole, vuol dire evitare che
l’attenzione del bambino si concentri sulle parole anziché sulla musica a scapito di un
ascolto musicale più efficace ai fini educativi.
È buona cosa ripetere i canti più volte, poiché la ripetizione sostiene l’apprendimento.
Cantare per un bambino, guardarlo negli occhi, muoversi, vuol dire costruire un dialogo
con lui e permettergli un ascolto di tipo attivo, lontano dall
3) Il Movimento
Il movimento è per il bambino un fondamentale strumento di conoscenza, ricerca,
scoperta. Un bambino che ascolta musica è portato a muoversi spontaneamente, “è
mosso” naturalmente dalla musica. Il suo movimento è libero, fluente, non è né rigido né
schematico. È un movimento di esplorazione, di ascolto corporeo, di sperimentazione. Il
tipo di movimento che Gordon suggerisce all’insegnante, nel suo ruolo di guida
informale, è proprio un movimento ‘a flusso continuo’, sostenuto, privo di rigidità. Un
movimento di questo genere aiuta il bambino ad assimilare i suoni ascoltati e lo guida
verso la capacità di coordinare il movimento al respiro – competenza fondamentale per
chi esegue musica.
Il movimento libero ed espressivo favorisce lo sviluppo graduale del
senso ritmico, permette di percepire il tempo nello spazio e di esplorare, per poi
assimilare, i suoni che si ascoltano.
Gli oggetti che utilizziamo nei nostri corsi, come i foulard colorati, il telo- paracadute, o i
cerchi di plastica, favoriscono un movimento di questo tipo, sostenuto, continuo, fluido e
percettivo.

STRUTTURA DEGLI INCONTRI
Gli incontri si svolgono con frequenza settimanale, ed hanno la durata di 30 minuti. I
gruppi saranno divisi per fasce d’età omogenee, massimo 8 bambini per gruppo.
Gli incontri si svolgono in una stanza il più possibile sgombra, priva di oggetti e
distrazioni per i bambini, possibilmente con dei tappeti o pavimenti su cui si possa stare
comodi e senza scarpe.
I bambini senza scarpe (con calze antiscivolo), avranno un contatto più diretto col suolo,
il che determina un ‘esserci’ maggiore, una più viva presenza, nonché una più grande
libertà di movimento e esplorazione.
I bambini verranno lasciati liberi di esplorare il movimento in relazione alla musica ognuno
secondo il proprio sentire.
Ci saranno dei momenti di ascolto, e dei momenti di gioco strutturato con i bimbi più
grandi.
Durante gli incontri sarà sempre presente l’educatrice di riferimento del gruppo, come
parte attiva della lezione, facendosi modello di musica per i bambini insieme
all’insegnante Filippo Cozzi

Filippo Cozzi, sassofonista milanese (tenore, contralto e soprano), nel 2005, dopo la
laurea triennale in storia ad indirizzo musicologico, frequenta i Civici Corsi di Jazz fino al
2007.In quel periodo ha modo di approfondire lo studio dello strumento con Mauro
Negri. Nel 2008 viene ammesso al corso triennale di jazz del conservatorio di Como dove
ha modo di studiare con Marco Micheli (suo relatore di tesi), Claudio Allifranchini, Alberto
Mandarini, Riccardo Luppi, Carla Magnan e Carlo Morena. Nello stesso periodo studia
anche con Daniele Cavallanti presso la scuola CEMM di Bussero, dove frequenta un
workshop permanente che darà vita al Creative Jazz Ensemble. All’interno di questa
orchestra ha modo di conoscere Vito Emanuele Galante (tromba) e Francesco Chiapperini
(clarinetto, cl. Basso, sax alto e flauto), con i quali inizia una collaborazione che dura
tutt’ora, dando vita a numerosi progetti. Con l’apporto di Paolo Benzoni (batteria) e Luca
Pissavini (contrabbasso), nel 2010 nasce infatti il gruppo Nido Workshop, quintetto
guidato da Pissavini e Chiapperini che partecipa a diversi concorsi ottenendo numerosi
riconoscimenti (Concorso Chicco Bettinardi: Premio della Critica e del Pubblico, Porsche
Giovani e Jazz: primi classificati ex-aequo con Fabio Giachino Trio, International Jazz
Contest: Filippo Cozzi borsa studio Siena Jazz come miglior solista).Il gruppo registra poi
tre dischi, due in studio (uno in uscita a febbraio 2016 per Filibusta Records) ed uno
live.Nel 2013, partendo dal progetto di tesi sviluppato presso il conservatorio di Como un
anno prima, incido il primo disco del suo quintetto, Funkin’ Monks, edito da Bunch
Records.Il progetto vede la partecipazione di Gabriele Orsi alla chitarra, Andrea Bruzzone
alla batteria, Luca Pissavini al basso, Vito Emanuele Galante alla tromba e Filippo Cozzi al
sax tenore.Nel 2012 incide il disco “Odd or Even” con Artchipel Orchestra diretta da
Ferdinando Faraò. Nel 2013 entra a far parte di Ars Octet, formazione diretta dal
trombonista Beppe Caruso.Dal 2014 fa parte del quartetto LuPi del contrabbassista
milanese Luca Pissavini. Negli ultimi anni approfondisce la sfera della didattica
declinandola principalmente su due versanti: la propedeutica musicale e la pratica
strumentale (improvvisazione, musica d’insieme ecc…). All’interno di questo ambito ha
modo di frequentare diversi seminari tenuti da Cristopher Azzara, Dina Alexander,
Margherita Valtorta e Roberto Barbieri. Dal 2014 collabora stabilmente con questi ultimi
entrando anche a far parte dell’associazione Musicali Si Cresce, con la quale tengono
numerosi concerti per la fascia 0-6. Frequenta presso Audiation Institute i corsi didattici
per l’applicazione della didattica con la Music Learning Theory 0-6 anni e 6+, ed è
Insegnante Certificato Audiation Institute.

Il corso è composto da 2 cicli di frequenza e al termine di ciascuno è previsto un incontro di restituzione di gruppo.