MUSICA AL NIDO
MUSINDO’
CORSO DI MUSICA PER PICCOLI E PICCOLISSIMI
CON LA MUSIC LEARNING THEORY DEL PROF. E. E. GORDON
Insegnare è trasmettere.
Educare è acquistare.
L’arte per l’uomo, non l’arte per l’arte. Lo scopo immediato è quello di ottenere che l’educazione musicale contribuisca all’educazione generale, ossia all’evoluzione armoniosa delle facoltà umane, allo sviluppo nell’uomo di ogni perfezione, che può permettere la sua natura. L’arte musicale, in particolare, favorisce l’unione delle facoltà, il loro sviluppo.
Apprendere il linguaggio musicale in modo naturale, come la lingua materna. Il corso di si basa sulla Music Learning Theory del Prof. E. E. Gordon: attraverso il solo uso della voce e del corpo in movimento, la musica si avvicina ai bambini rispettandone i tempi di
apprendimento.
ELEMENTI BASE DELLA MUSIC LEARNING THEORY
1) La guida informale
Concetto alla base della Music Learning Theory è quello di “guida informale”. L’adulto competente musicalmente non insegna al bambino, ma lo guida all’apprendimento della musica. Ad un bambino piccolo non si insegna a parlare, ma si comunica parlando con
lui. In questo modo lo si guida informalmente all’apprendimento del linguaggio e lui comincerà ad interagire inizialmente con piccoli fonemi fino ad arrivare a parole e frasi complete, attraverso un procedimento che valorizza le sue risposte – casuali, intenzionali
e imitative – e i suoi tentativi di comunicazione. Lo stesso accade nei corsi: l’insegnante inizialmente non chiede di fare qualcosa al bambino, ma la fa lui, in prima persona, per il bambino. Canta per lui, si muove per lui. Incoraggiando le sue risposte musicali lo guida
verso l’imitazione accurata dei suoni che gli propone per poi accompagnarlo all’assimilazione della sintassi musicale e dunque al canto accurato e all’improvvisazione.
Il concetto riprende quello montessoriano di “educazione indiretta”.
2) Canti melodici e ritmici senza parole
Perché un bambino di un anno, e poi due, e poi tre, impara a parlare, e lo fa senza che nessuno glielo insegni veramente? Perché il suo vocabolario di parole aumenta e riesce, col tempo, a costruire sempre più frasi di senso compiuto? Semplicemente perché
ascolta gli adulti parlare intorno a lui o per lui da sempre. E gli adulti parlano tutte le parole, senza limiti. Cantare ad un bambino solo semplici canzoncine facili, con le parole, al solo scopo di intrattenerlo, o fargli ascoltare solo le proposte della radio e della
televisione può voler dire limitarne le possibilità di apprendimento musicale.
Un po’ come se, nel linguaggio, parlassimo sempre con un vocabolario ristretto o con parole semplificate.
Al contrario, quello che si propone ai bambini nei corsi basati sui principi della Music Learning Theory, sono brevi canti melodici e ritmici che comprendano tutti i modi e tutti i metri musicali, all’interno di una grande varietà di aspetti di sintassi musicale. Questo
sviluppa l’audiation del bambino e ne garantisce il mantenimento dell’attenzione, anche grazie alla caratteristica di brevità dei canti proposti. Cantare brani attraverso pochissime sillabe neutre (pam, ba ecc.) con l’esclusione delle parole, vuol dire evitare che
l’attenzione del bambino si concentri sulle parole anziché sulla musica a scapito di un ascolto musicale più efficace ai fini educativi.
È buona cosa ripetere i canti più volte, poiché la ripetizione sostiene l’apprendimento.
Cantare per un bambino, guardarlo negli occhi, muoversi, vuol dire costruire un dialogo con lui e permettergli un ascolto di tipo attivo
3) Il Movimento
Il movimento è per il bambino un fondamentale strumento di conoscenza, ricerca, scoperta. Un bambino che ascolta musica è portato a muoversi spontaneamente, “è mosso” naturalmente dalla musica. Il suo movimento è libero, fluente, non è né rigido né
schematico. È un movimento di esplorazione, di ascolto corporeo, di sperimentazione. Il tipo di movimento che Gordon suggerisce all’insegnante, nel suo ruolo di guida informale, è proprio un movimento ‘a flusso continuo’, sostenuto, privo di rigidità. Un movimento di questo genere aiuta il bambino ad assimilare i suoni ascoltati e lo guida verso la capacità di coordinare il movimento al respiro – competenza fondamentale per chi esegue musica.
Il movimento libero ed espressivo favorisce lo sviluppo graduale del senso ritmico, permette di percepire il tempo nello spazio e di esplorare, per poi assimilare, i suoni che si ascoltano.
Gli oggetti che utilizziamo nei nostri corsi, come i foulard colorati, il telo- paracadute, o i cerchi di plastica, favoriscono un movimento di questo tipo, sostenuto, continuo, fluido e percettivo.
Link di interesse
http://www.musindo.it/musindo-0-3-anni/
http://www.musindo.it/la-teoria-dell-apprendimento-musicae-di-e-gordon/
STRUTTURA DEGLI INCONTRI
Gli incontri si svolgono con frequenza settimanale, ed hanno la durata di 30 minuti. I gruppi saranno divisi per fasce d’età omogenee, massimo 8 bambini per gruppo.
Gli incontri si svolgono in una stanza il più possibile sgombra, priva di oggetti e distrazioni per i bambini, possibilmente con dei tappeti o pavimenti su cui si possa stare comodi e senza scarpe.
I bambini senza scarpe (con calze antiscivolo), avranno un contatto più diretto col suolo, il che determina un ‘esserci’ maggiore, una più viva presenza, nonché una più grande libertà di movimento e esplorazione.
I bambini verranno lasciati liberi di esplorare il movimento in relazione alla musica ognuno secondo il proprio sentire.
Ci saranno dei momenti di ascolto, e dei momenti di gioco strutturato con i bimbi più grandi.
Durante gli incontri sarà sempre presente l’educatrice di riferimento del gruppo, come parte attiva della lezione, facendosi modello di musica per i bambini
Il corso è composto da 10 incontri a cadenza settimanlie, al teremine del ciclio è previsto un incontro di restituzione di gruppo.